Al Bifest – Bari International Film Festival 2013 – part 1

Come suggerisce l’allegra immagine che ho montato e che inserisco qui sotto, anche quest’anno sono stata scelta come giurata, stavolta della sezione documentari di questo meraviglioso Festival del Cinema di Bari alla sua quinta edizione (guarda il sito: http://www.bifest.it/).

Stilista personale al Bifest 2013 (e sulla passerella del film 8 e mezzo di Fellini)

Stilista personale al Bifest 2013 (e sulla passerella del film 8 e mezzo di Fellini)

Locandina ufficiale del Bifest 2013

Locandina ufficiale del Bifest 2013

E’ un Festival per tutti, molte proiezioni sono gratuite o a costo bassissimo e si proiettano principalmente al Multicinema Galleria vicino la stazione centrale di Bari o nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli. Siete ancora in tempo, termina questo sabato, quindi vi esorto e vi consiglio nuovamente di andare e gustarvi più eventi possibili. Quest’anno ho visto ancor più gente dello scorso anno, le sale stracolme dalle 9 di mattina sino alle 24! Adulti, giovani e addirittura bambini da soli a scegliere quale film vedere! Non è vero che la cultura o l’arte non paga, il Bifest coi suoi ospiti, attori e registi, e con i bravi organizzatori rendono vivo il cinema e la città di Bari.

Sono state selezionate opere prime, lungometraggi vecchi e nuovi, corti in concorso e, soprattutto quest’anno, è stata data un’ enorme importanza ai documentari, non solo a quelli in concorso, ma sono stati spesso utilizzati come supporto ai vari Tributi ai protagonisti del nostro cinema: Sordi, Celentano, Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Fellini.. a cui gli è stato dedicato questa edizione del Bifest. Le proiezioni si sovrappongono, essendo tantissime, perciò c’è l’ imbarazzo della scelta!

I DOCUMENTARI IN CONCORSO

Ieri al Petruzzelli abbiamo premiato forse il più completo dei documentari che ci hanno proposto: THE BOSNIAN IDENTITY, del giovane regista Matteo Bastianelli; è stato bravo non solo nella tecnica e nel descrivere con passione la storia ma, come ci ha raccontato lui stesso, è diventato amico di quei ragazzi, che nel film hanno raccontato le loro vicende personali, annunciando, inoltre, che il suo rapporto stretto con la Bosnia lo svilupperà ancora in progetti futuri.

Questa è stata la motivazione del premio Vittorio De Seta per il miglior regista di film documentario: Per averci raccontato lo smarrimento, la rabbia e la voglia di rinascere del popolo bosniaco, con uno sguardo puntuale e mai patetico, forte ma delicato, con una impeccabile cura formale e un profondo rispetto per i personaggi e i luoghi ritratti (guarda la premiazione: http://www.bifest.it/news/premio-vittorio-de-seta-per-il-miglior-regista-di-film-documentario-a-matteo-bastianelli-per-the-bosnian-identity.html).

Premio Vittorio De Seta per il miglior regista di film documentario a Matteo Bastianelli per THE BOSNIAN IDENTITY

Bifest 2013 – Premio Vittorio De Seta per il miglior regista di film documentario a Matteo Bastianelli per THE BOSNIAN IDENTITY

Eravamo indecisi se dare una menzione speciale, abbiamo discusso e concordato che ne valeva la pena, perchè il film in questione era di recente attualità e dal tema anche politico, ci ha toccati davvero emotivamente: LO STATO DELLA FOLLIA, uno sguardo diretto sulle gravi problematiche degli OPG, i carceri psichiatrici giudiziari. Consiglio di vedere anche questo film, spero esca almeno in qualche sala!

Bifest 2013 - Menzione Speciale a Francesco Cordio per "LO STATO DELLA FOLLIA"

Bifest 2013 – Menzione Speciale a Francesco Cordio per “LO STATO DELLA FOLLIA”

C’è una grossa crisi del cinema italiano, tanto che anche il più popolare regista (per esempio, come ha detto al Bifest lo stesso Carlo Verdone, di cui parlerò nel prossimo post) lamentano di non poter fare più film di qualità e che un film o un documentario, se riesce ad essere prodotto, fa fatica a essere distribuito e proiettato nei cinema.

Invece, proprio il documentario ha di per sé una componente didattica che è perfetta per la larga distribuzione o per le scuole, serve a mettere a fuoco alcune realtà dimenticate piccole, ma anche grandi, come i danni ecologico ambientali delle fabbriche, ad esempio quella petrolchimica dell’ Eni a Brindisi, raccontata dal documentario in concorso: IL GIORNO CHE VERRÀ di Simone Salvemini (http://www.bifest.it/film/il-giorno-che-verra)

o informare sugli esperimenti bellici nel Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, in Sardegna, dove per oltre cinquanta anni i governi di tutto il mondo hanno testato “armi nuove”, a discapito di animali e persone, nati con delle malformazioni ( è il tema di MATERIA OSCURA di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti http://www.bifest.it/film/materia-oscura), o utilizzare la musica per i giusti ideali di libertà, come è stato documentato da JUST PLAY di Dimitri Chimenti (http://www.bifest.it/film/just-play)

L’impegno invece del documentario LA FABBRICA DELLE RIVOLUZIONI di Franco Fracassi e Giorgia Pietropaoli è stato quello di spiegare come sono nate le rivolte e soprattutto le rivoluzioni di questo secolo (come ha spiegato Corrado Augias nell’incontro ad Altamura in occasione dell’uscita del suo ultimo libro  “I segreti d’Italia”, le rivoluzioni sono le rivolte organizzate, cosa che in Italia non si è mai vista una, ma potrebbe essere una possibilità futura prossima, perché ci si sta preparando e che al tempo stesso, se avverrà, nessuno può dirlo), usando mezzi potentissimi come i social media o le relazioni segrete internazionali.

I documentari possono dare voce agli immigrati, che hanno difficoltà maggiori delle nostre a trovare lavoro, specie nel campo dell’arte come nel documentario MASCHERA MIA, QUANTO MI COSTI di Mohamed Kenawi (http://www.bifest.it/film/maschera-mia-quanto-mi-costi).

Tramite la sezione dei documentari è stato possibile far conoscere al grande pubblico biografie di persone che hanno lottato per non essere assoggettati dai nemici, senza appoggiare nè la guerra, nè tanto meno la politica corrotta, costituita dal ceto alto, che non conosce i problemi reali della popolazione. Sto parlando soprattutto del documentario CON QUELLA FACCIA DA STRANIERA. IL VIAGGIO DI MARIA OCCHIPINTI di Luca Scivoletto ( http://www.bifest.it/film/con-quella-faccia-da-straniera-il-viaggio-di-maria-occhipinti), che raccoglie le interviste che girano attorno alla figura di una ragusana, Maria Occhipinti, una donna temeraria che ha dato voce ad un popolo umile, ma è stata trattata duramente da alcuni, in primo luogo dalla famiglia stessa, che ha provato vergogna ripudiando oltretutto la sua natura sì ribelle, ma paladina del riscatto sociale, sia femminile, sia del Sud oppresso.

Il mio lavoro da giurata è stato abbastanza intenso, abbiamo visto come minimo tre film al giorno e, trattandosi di argomenti ed immagini toccanti e problematiche importanti, non vi nascondo l’intensità emotiva che ho potuto provare ogni sera ritornando a casa. Spero siano di forte interesse per tutti, pugni nello stomaco atti a far conoscere la nostra storia, riflettere e, soprattutto agire.

A proposito dei film Documentari in concorso al Bifest, segui questo link http://www.bifest.it/portfolio_entries/documentari-concorso e clicca sulle locandine per ulteriori informazioni specifiche.

Attendetevi presto il post sulle Lezioni di cinema a cui ho partecipato, sulla mostra dei disegni di Fellini e su altri eventi.

Per guardare attraverso il mio blog cosa è successo al Bifest dello scorso anno, clicca su questo link https://lamiastilistapersonale.wordpress.com/?s=bifest&submit=Cerca, facendo scorrere tutte le pagine.

A presto!

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