Alla sfilata di Passaro Sposa: i commenti e gli abiti più belli

E’ stata accolta con grande partecipazione, affetto ed entusiasmo la sfilata di Passaro Sposa al Palapartenope di Napoli domenica scorsa e c’ero anch’io tra le blogger invitate per guardare (e illustrarvi!) la splendida collezione 2014, 60 dei 120 abiti sono stati mostrati al pubblico conditi da una suggestiva atmosfera quasi teatrale.

Posso confermarvi che realizzare così tanti capi per una collezione, pensati e realizzati in Italia, è impensabile per molte imprese del settore sposa. E la sig.ra Pinella Passaro, che ricordo essere tutor fissa nella rubrica di wedding in onda su Rai Due nella popolare trasmissione “Detto, Fatto!” condotta da Caterina Balivo e nella trasmissione di Enzo Miccio “Wedding Planners” su Real Time, di esperienza ne ha da vendere!

Dagli archivi fotografici della boutique di Passaro Sposa

La famiglia Passaro inizia la sua attività nel commercio di tessuti nella metà del 1800 in una bottega nel cuore del centro medievale di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno. Dopo un secolo arriva la confezione, la sartoria privata e successivamente la boutique; in un crescendo di successi e fedeltà da parte della clientela, si arriva fino agli anni ’90: Pinella Passaro insieme a Stelvio Senatore sono tra i primi in Italia ad inaugurare un Atelier sposa, tra i più importanti del territorio nazionale. Altri Atelier e boutique sono stati dedicati alla sposa, all’haute couture e alla pellicceria, ad oggi sono ben otto. Oltre alle collezioni “Pinella Passaro Sposa” gli Atelier Passaro propongono alle proprie clienti le collezioni più esclusive del mondo sposa: Fausto SarliAtelier Aimée Montenapoleone, Pronovias, Carolina Herrera, Vera Wang, Blumarine, Rosa Clarà, Jenny Packham, Elie Saab, Armani, Yolan Cris, Reem Acra, Antonio Riva, Alessandro Couture. Nonostante le popolari partecipazioni televisive e l’esperienza consolidata, ho trovato la sig.ra Pinella molto commossa, generosa con chiunque la salutasse e le chiedesse della collezione. “E’ stato davvero un calorosissimo abbraccio quello che il pubblico di Napoli mi ha regalato questa sera – ha dichiarato Pinella Passaro – e mi ha emozionato tanto vedere la vasta platea del teatro Palapartenope, accogliermi con tanto calore ed entusiasmo”. In sala effettivamente si percepiva l’affetto degli amici e di tutto il pubblico c on partecipazione attiva al fashion show, come già espresso in un mio tweet in contemporanea live. C’erano tutti i modelli che si potevano desiderare: da quelli stretti eleganti, a quelli vaporosi e romantici, ma sempre leggeri, attuali con elementi moda. “ Mi piace accontentare le spose più esigenti e allo stesso tempo continuare a sorprenderle rinnovandosi giorno dopo giorno con un pizzico di estrosità come vuole ora il mercato”. la sfilata seguiva un itinerario attraverso il tempo e lo stile, con outfit sorprendenti abbinati a una serie d’immagini proiettate sul fondale, accompagnate da musiche suggestive che ricreavano le ambientazioni delle diverse epoche, tratte da film specialmente, fino ad arrivare all’inizio del secolo scorso.

“ Mi piaceva ricreare un amarcord che ha ripercorso le tappe fondamentali della storia e della società del nostro paese, (…) ho inserito immagini dedicate anche a dei ricordi personali come quelli di Papa Giovanni Paolo II, un protagonista degli anni ’80” che, confermo, non stridevano con la colonna sonora ( fra le tante, Gloria Gaynor in “I am What I am” e Edit Piaf con “Je ne regrette rien”), ma amalgamavano le emozioni con grande ricchezza e spettacolarità. Gli abiti in sfilata erano divisi per temi inerenti allo stile nel corso degli anni in divenire, dalle dive del cinema come Anna Magnani sino ai mood orientali o a quelli di un party mascherato alla Marie Antoinette, solo per citare alcuni. “Abbiamo voluto inserire tutto ciò che era inerente al tema, ad esempio, abbiamo dovuto sacrificare l’abito ampio di pizzo, il sogno di ogni ragazza, ma che non faceva parte di queste ispirazioni”.

Già, le varie proposte in pizzo, specie francese (tra cui il famoso e pregiato pizzo di Calais) erano per lo più su abiti stretti o romantici drappeggiati. L’abito classico di pizzo ampio è sempre un must di collezione, tra i più venduti e amati, ma l’intento di Pinella era di proporre qualcosa di diverso al pubblico.  Alla domanda quale abito da sposa indosserebbe oggi, aggiunge: “Rivendendo le foto, il mio abito è tutt’ora attuale, stretto con la cuffietta ai capelli, me lo metterei ancora! Il suo stile non era in linea con quello degli anni ’70, l’anno in cui mi sono sposata, perché io ripresi il modello dell’abito da sposa di mia nonna”.

Chi veste e propone qualcosa di diverso da quello che la società si aspetta, col tempo viene seguito e premiato per reputazione e raffronto commerciale.

E poi, una cura del dettaglio e nell’esprimere la passione per il proprio lavoro invidiabili! Una vera spettacolarizzazione della moda, resa possibile anche grazie agli accessori e complementi:  “Abbiamo inserito i dischi in vinile tra i capelli di una delle ragazze e hanno retto perfettamente!” e poi mangiadischi, grandi ventagli, un cagnolino, gli stivali di vernice a tacco basso tipici dello stile inglese anni ’60, reggicalze lavorate col pizzo e ovviamente molte cappe, fasce per capelli, manicotti, per un total look sposa.

Tanti abiti corti (uno dei trend che sta piacendo sempre di più) e tante le sorprese, come l’abito trasformabile“ L’idea del doppio abito è nata perché le spose di oggi vogliono il cambiamento, e volevo farlo capire attraverso la sfilata: anche un abito cosiddetto classico può diventare moderno e adattarsi alle nuove esigenze”.

Conclude poi con una dichiarazione che possa essere d’esempio per tutti gli imprenditori: “Stamattina abbiamo fatto la foto con tutto lo staff di 70 dipendenti, prima di partire con l’autobus da Cava de’ Tirreni, sede principale dell’atelier, verso il Palapartenope e questo rappresenta tutto il nostro spirito. Tutti erano contentissimi perché sembrava una gita scolastica e questo è molto bello perché ognuno di loro è importante per la riuscita delle collezioni”.

Ringrazio davvero la sig.ra Pinella e suo figlio Andrea per l’invito alla sfilata, sono stati disponibilissimi! Gli abiti sono stati tutti molto belli e mi dispiace non averli inseriti tutti! Se avreste voluto essere anche voi lì, nessuno problema, vi consiglio di richiedere l’invito al prossimo evento del 15 dicembre a Salerno al Teatro Augusteo http://www.passarosposa.it/#richiestaInvitoSfilata/0/.  A presto!

Qui sono con Pinella Passaro alla sfilata di Passaro Sposa

Qui sono con Pinella Passaro alla sfilata di Passaro Sposa

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5 thoughts on “Alla sfilata di Passaro Sposa: i commenti e gli abiti più belli

    • Ciao ragazze, per me è un piacere e quasi un dovere parlare dello stile e artigianalità italiana: sono stilista, figlia di artigiano; conosco tante ricamatrici, modelliste e fornitori di tessuti tutti bravissimi e creativi, come da tradizione italiana. Se ne deve parlare eccome!

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